I mulini rupestri: un’esperienza da vivere a Pretoro

Tra il verde della Majella, nasce il fiume Foro. Un corso d’acqua che nasce a Pretoro e sfocia nel mare Adriatico dopo aver attraversato un’incantevole vallata che racconta storie e tradizioni. Partendo dal centro storico del nostro borgo, ci si può avventurare sul sentiero che costeggia il fiume e racconta una storia vecchissima. Basti pensare che dagli scavi archeologici lungo la valle del Foro pretorese, sono stati ritrovati strumenti preistorici tra cui schegge, nuclei e raschiatoi. Ciò che colpisce, anche chi non ha l’occhio esperto dell’archeologo, è la presenza di due strutture imponenti e suggestive: i mulini rupestri.

Ma cosa saranno mai dei ‘mulini rupestri’?

Sono dei mulini ad acqua, molto antichi, scavati nella roccia. Esemplari più unici che rari in tutta la penisola. I primi documenti che ne parlano risalgono alla seconda metà dell’ XI secolo, quando furono donati ai monaci del monastero – ora scomparso- di san Salvatore a Majella. Gli opifici in questione oggi visibili e visitabili sono il mulino comunale, che è rimasto attivo fino agli albori della II Guerra Mondiale, e il mulino Taddei, il cui nome è quello della famiglia che lo fece realizzare. 

Sulle pareti ci sono incisioni figurative e iscrizioni che permettono di avere un dialogo con i mugnai di due secoli fa! 

Un’esperienza simpatica e affascinante da fare da soli, con gli amici ma anche in famiglia. E, se metterai il cellulare in modalità silenziosa, potrai godere del relax che solo le acque limpide e delicate che scorrono tra ciottoli e foglie possono generare. 

I MULINI SONO VISITABILI SEGUENDO IL SENTIERO CHE PARTE DA PIAZZA ROMA (clicca qui per le indicazioni)

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