IL LUPO

Area faunistica e il museo

Lo stretto legame tra gli abitanti di Pretoro e l’affascinante predatore montano, il lupo, ha origini molto antiche. Nei secoli i pretoresi si sono ritrovati nei gelidi inverni a incrociare gli occhi assetati di sangue della irreprensibile fiera, con il fuoco hanno combattuto l’animale e spesso gli hanno tolto la possibilità di vivere. Anni in cui l’uomo e la fauna che lo circondava si contendevano lo stesso cibo. Oggi, è l’uomo a tornare sui propri passi e crede fortemente nel voler recuperare il proprio legame con la natura, intensificare lo scambio con il lupo. Simbolo da sempre del paese e della sua tradizione. Nasce proprio in questo comune, tra le località Calvario e Folselongo, l’Area Faunistica del Lupo Appenninico nel 2003 dalla collaborazione dell’Amministrazione comunale allora sotto la guida del Sindaco geom. Nicola D’Innocenzo e il Parco Nazionale della Majella sotto il Direttore Nicola Cimini. I veri protagonisti del progetto sono due giovani lupi femmina, di razza del Lupo Appenninico, arrivati a Pretoro dal Parco Faunistico del Monte Amiata.

Parallelamente alla realizzazione dell’Area Faunistica, nel Comune di Pretoro, spostandosi nel centro storico è stato allestito anche il Museo del Lupo, nella Chiesa Purgatorio.

Il museo è piccolo e accogliente, ricco di particolarità sulla tradizione che lega la figura di questo animale al suddetto territorio e ancor di più, raccoglie i costumi storici originali e le immagini salienti della Rappresentazione del Miracolo di San Domenico. Una delle più antiche storie sacre abruzzesi.

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